Marketing olistico: le persone al centro di tutto
Niko Masuzzo 04/11/2020 Approfondimenti

Tempo di lettura: 3 minuti

Marketing olistico: le persone al centro di tutto

Viviamo in un’epoca in cui le strategie aziendali sono quasi del tutto delegate al Marketing e all’importanza che tale disciplina riserva al consumatore finale.

Da sempre al centro dell’universo dei marketers, i consumatori venivano rubricati in gruppi omogenei per caratteristiche. Il target group, appunto, risultava essere il primo elemento di analisi per elaborare una strategia di marketing efficace.

Oggi la profilazione del target si è talmente evoluta da poter tracciare preferenze e abitudini di acquisto del singolo. La customizzazione dell’offerta non è più quindi rivolta ad un gruppo di persone affini, ma al singolo consumatore.

Il processo di profilazione del target si è evoluto enormemente con l’avvento di Internet e della sua declinazione più diffusa, rappresentata dai social network. Questi ultimi sono luoghi virtuali in cui gli utenti si sentono finalmente protagonisti e sono, quindi, inclini a lascare traccia di qualsiasi riflessione li riguardi.

In questo modo il pubblico può alimentare una base di dati enormemente significativa che, indagata dai sempre più performanti strumenti di analisi, rivela, senza possibilità di errore, le abitudini dell’individuo.

Presentazione

Per il marketing olistico non esiste una definizione precisa. Tuttavia possiamo affermare che la disciplina prende in esame quasi esclusivamente i desideri dei consumatori (vedi Customer Journey).

Da tempo le aziende sono passate dall’essere production oriented, ovvero dedicate allo sviluppo e alla creazione del prodotto finale, all’essere marketing oriented, ad avere, cioè, il focus sul cliente finale.

Per diventare un brand di successo non è più sufficiente governare i processi di produzione e distribuzione. È necessario tenere nella medesima considerazione il posizionamento del prodotto e la notorietà e la considerazione di cui gode presso i potenziali compratori, ovvero la capacità di soddisfarne un bisogno.

In questo contesto la vendita diventa la naturale conseguenza della relazione che l’azienda riesce a stabilire con il potenziale cliente: una relazione che non termina con la transazione ma viene coltivata e alimentata nel tempo al fine di interagire con il singolo e fidelizzarlo fino a renderlo un cosiddetto brand ambassador.

Marketing olistico: il contributo di Kotler

Secondo Philip Kotler la forza del Marketing Olistico è dovuta alla convergenza all’interno di una strategia comunicativa delle varie forme di marketing:

  1. Marketing Relazionale, ovvero quello che cura le relazioni con tutti gli stakeholder;
  2. Marketing Integrato, che riconduce al concetto di marketing mix per creare un’esperienza che consenta al consumatore di percepire un’immagine del brand forte e focalizzata;
  3. Marketing Interno, ovvero quello orientato verso le risorse interne dell’azienda;
  4. Marketing Socialmente Responsabile, che coinvolge la responsabilità sociale delle aziende.

Bisogna, poi, sempre considerare il grande vantaggio legato alle attività online, le quali permettono all’azienda di coinvolgere il cliente e di avere, di conseguenza, dei dati di profilazione. Questi dati, se analizzati e studiati, permettono di capire il comportamento dell’utente.

Conclusioni

Con il passare degli anni e con l’avvento della tecnologia è evoluto il modo di fare marketing.

Il vecchio consumatore passivo è stato sostituito da acquirenti sempre più attenti, consapevoli e in grado di distinguere le aziende in base alla capacità di instaurare relazioni che vanno ben oltre la vendita.

Le aziende che ancora non l’hanno fatto, devono ripartire proprio da questo concetto: mettere le persone al centro delle proprie strategie.

Oggi nessuna azienda vende più delle altre perché i suoi prodotti o servizi sono migliori.

Al marketing è attribuito il compito di far percepire prodotti e servizi come di valore attraverso una complessa alchimia che indirizza il cliente ad avere fiducia nel brand. E la fiducia si costruisce nel tempo, alimentando una relazione che non tradisce mai le aspettative.

Questo approccio consente di ridefinire il ruolo delle aziende e dei brand.

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